30 aprile 2026
Joseph Kosuth è tra i protagonisti storici dell'arte concettuale e, da oltre cinquant'anni, pone il linguaggio al centro della propria pratica: come strumento descrittivo, come materia dell'opera e come campo di conflitto simbolico. La Casa dei Tre Oci di Venezia gli dedica una mostra visitabile fino al 22 novembre 2026, promossa da Berggruen Arts & Culture e Berggruen Institute Europe e curata da Mario Codognato e Adriana Rispoli.
Il titolo, The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero, "Il valore di scambio del linguaggio è sceso a zero", suona come una lettura icastica dell'attualità e insieme come una provocazione intellettuale. La mostra si configura come una rilettura stratificata della ricerca dell'artista, mettendo in tensione opere storiche e nuovi interventi. All'ingresso principale dei Tre Oci, Kosuth presenta A Chain of Resemblance (2026), una nuova opera su larga scala al neon basata su un testo di Michel Foucault, che riflette su come il significato sia prodotto dall'intreccio tra testo e contesto, e su come nessun enunciato sia mai neutrale.
Al primo piano sono riunite alcune opere degli anni Sessanta, tra cui One and Three Mirrors (1965), lavoro paradigmatico in cui immagine, oggetto e testo coesistono come tre modalità di definizione dello stesso referente. Il riflesso dello spettatore diventa parte dell'opera, attivando la tesi wittgensteiniana che attraversa tutta la carriera di Kosuth: il significato risiede nell'uso. Tre sale adiacenti approfondiscono la dimensione critica del suo lavoro attraverso The Fifth Investigation (1969), Text/Context (1978-1979) e Where Are You Standing? (1976), poster realizzato per la Biennale di Venezia del 1976 nell'ambito del collettivo International Local con Sarah Charlesworth e Anthony McCall. Durante la mostra, The Seventh Investigation (1970) verrà reinstallato in uno spazio pubblico veneziano, riattivando il dialogo tra arte e città.
Il legame tra Kosuth e Venezia è profondo e di lunga data. Ha partecipato a otto edizioni della Biennale Arte, ha rappresentato il Padiglione Ungheria nel 1993 ricevendo una Menzione d'Onore, e ha lasciato in città opere permanenti come The Material of Ornament alla Fondazione Querini Stampalia (1997) e To Invent Relations (For Carlo Scarpa) nell'Aula Magna Mario Baratto di Ca' Foscari. Tra il 2021 e il 2025 ha vissuto e lavorato a Venezia, rafforzando un legame che questa mostra rende nuovamente esplicito.
La mostra è visitabile fino al 22 novembre 2026 alla Casa dei Tre Oci, Fondamenta Zitelle 43, Venezia. Dal Madama Venice a Cannaregio, la Casa dei Tre Oci sull'isola della Giudecca è raggiungibile con il vaporetto linea 2.